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Home ATTUALITA' Media Richiesta di pubblicazione in risposta all’articolo del 9 gennaio u.s. - U.N.A.SA.M

Richiesta di pubblicazione in risposta all’articolo del 9 gennaio u.s. - U.N.A.SA.M

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U.N.A.SA.M

Unione Nazionale delle Associazioni

per la Salute Mentale

Sede Legale c/o Istituzione G.F.Minguzzi

Via Sant’Isaia, 90 –         40123 Bologna

tel. 051/5288526 – 051/5288511 – fax 051/521268

 

Alla Redazione di Libero

Oggetto : richiesta di pubblicazione in risposta all’articolo del 9 gennaio u.s.

Leggo con sconcerto l’articolo pubblicato sul vostro giornale dal titolo : « Vittime della Legge Basaglia – Psichiatri da legare – La figlia è schizofrenica, rinchiudono la madre ».

Non solo conosco molto bene la realta italiana (siamo l’Organizzazione dei familiari più rappresentativa con le oltre 160 Associazioni che la compongono impegnate in tutte le regioni d’Italia, compreso il Friuli Venezia Giulia con le sue 10 Associazioni) che non ha nulla a che vedere con il quadro che voi ne fate, ma conosco anche i servizi di salute mentale di Trieste (dove opera una nostra associazione) che, con una leggerezza impressionante, trattate come fossero gestiti da criminali.

Non conosco il caso della Signora Zafran e di sua figlia Eva ma immaggino si tratti di una situazione delicata e complessa che non andava certamente strumentalizzata per gettare discredito su un servizio e degli operatori che rappresentano, per l’Italia e per il mondo, un modello di “buona prassi”.  Non aiuta certamente le persone che vivono l’esperienza della sofferenza mentale, e neppure le famiglie, affermare che “dalla malattia mentale non si guarisce”. Primo perché dai disturbi mentali si può guarire (come dimostrato da ampia letteratura scientifica e dalle testimonianze dirette), secondo perché non si può togliere alle persone il diritto “alla speranza di guarigione”.

Durante il 2008, nel trentennale della legge 180, tante testate giornalistiche (stampa e televisione) hanno realizzate delle inchieste sulla situazione psichiatrica in Italia, non tralasciando anche le criticità da noi stessi evidenziate. Non serve a nessuno, tantomeno a noi familiari, tentare di delegittimare una esperienza all’avanguardia solo per dimostrare (peraltro indimostrabile)  che la Legge 180 “ha fatto solo vittime”.

La legge 180 aveva solo un compito: dichiarare il fallimento del manicomio e andare al suo superamento. La successiva legge di Riforma Sanitaria  ha inglobato gli articoli della 180, affidando alle Regioni la realizzazione dei servizi territoriali di salute mentale nel rispetto dei principi costituzionali. Perché noi vogliamo essere un Paese civile. Ciò che è accaduto da quel momento in poi è responsabilità delle istituzioni nazionali e regionali. Infatti, così come a Trieste, in diverse parti del nostro Paese, amministratori responsabili e operatori capaci, hanno realizzato servizi che sono riusciti a farsi carico della domanda di assistenza e cura proveniente dal proprio territorio, con tutte le difficoltà che la complessità della sofferenza mentale pone.

Certo, oggi, in Italia,  non è più possibile rinchiudere esseri umani in luoghi disumanizzanti a vita. Se qualcuno pensa che si possa tornare indietro si sbaglia perché non lo permetteremo,  e siamo in tanti.

Bologna 12.01.2009

La Presidente Nazionale

Gisella Trincas